lunedì 18 luglio 2011

Ora: 13.34

Numero psicologi: 3
Numero nutrizionisti: 2
Numero pazienti: 1
Ci sono solo io. Solo io contro di loro.
"Buon'appetito!"Le gambe incominciano a tremare. Una lacrima mi sfiora la guancia, ma faccio finta di niente.
Tutti incominciano a prendere grossi bocconi e portarli alla bocca con una naturalezza che mi sa di finto.
Io incomincio a giocherellare con la forchetta. Il fatto è che lo so perfettamente che tutti gli occhi sono puntati su di me. Cinque paia di occhi che scrutano i miei movimenti contandoli con il cronometro.Inforchetto un piccolo boccone, e con attenzione certosina faccio come tutti i fottuti giorni: chiudi gli occhi, inspira, porta la forchetta alla bocca, chiudi, mastica, manda giù, espira, apri gli occhi.
Come un'insegna luminosa mi sembra che il quadro si trasformi nella scritta "CALORIE".
Loro sorridono leggermente, pensano che forse sto meglio, perchè alla fine quel cazzo di piatto glie lo finisco, anche se con i miei tempi.
Ma quello che non sanno è il patema d'animo che mi crea tutti i giorni quel fottutissimo piatto di pasta, o quel pezzo di pane, o quella fettina di carne, o qualsiasi cosa che faccia accendere la spia "Attenzione, cibo!"
Forse prima o poi ne uscirò. Non come Sara. No, lei non n'è mai potuta uscire. La cugina più grande che ti fa d'esempio, quella forte e determinata, ma che quando arrivava l'ora dei pasti si rifugiava a piangere al cesso. L'ho vista dimagrire, l'ho vista scomparire, l'ho vista svanire per sempre. Quello che non capisco è perchè io tenti di fare la stessa cosa. Non voglio imitarla, sia chiaro, ma forse la sua storia è come una sfida. Come per dire "Lei non era poi così forte, io invece posso farcela! Posso arrivare al peso che voglio, posso mantenerlo, e tutto sarà così semplice!". Il problema è quando la gente incomincia a guardarti stranito perchè vede il tuo viso emaciato, quando incominci a correre verso il primo cesso per eliminare ogni singola caloria che hai dovuto inserire nel tuo corpo, mangiare un semplice boccone di pizza e rimanere immobilizzata, perchè in realtà tu con quella pizza ci faresti a pugni. Arrivi ad odiare tutto ciò che possa essere una forma per farti ingrassare. Ma ciò che odi veramente non è il cibo, sei TU. E' una lotta contro te stessa. Una lotta per diventare invisibile, e sembra che gli altri tentino sempre di ostacolarti.Ma cosa sei?Cosa vuoi diventare?
Non lo so, non lo so. Lo ripeto sempre alle sedute di psicoterapia.
Non lo so e non lo so.
Così magari risponde la psicologa per me.
Vi prego, aiutatemi.
Questo è il primo vero grido d'allarme che lancio con questa pagina.
Mi ha fatto riflettere una ragazza.. Io NON VOGLIO STARE MALE! E non voglio neanche che voi passiate le stesse cose.
Uniamoci per combattere CONTRO la malattia, e non per diventare sempre più fossilizzati su essa.
Vi prego, prendiamoci per mano e diciamoci a vicenda che la sofferenza deve fermare qui.
Sono stufa di tutti questi pianti, di questi attacchi di panico, di questa insonnia, DI QUESTA CAZZO DI MALATTIA.
Datemi una mano per uscire, diamocela tutte insieme.
Con tanto affetto, la vostra Coco.


domenica 17 luglio 2011

SONO TORNATA!

Eccomi di nuovo qua.
L'altro blog? Chissà, è sparito.
Non avevo voglia di stare zitta, sono tornata al punto di partenza e avevo BISOGNO di parlare!
Si, non sto più mangiando. Sono tornata a fare ciaociao con la mano a tutto quel cibo di merda. Ma lo so, sto male, sempre più male. E tutto fa sempre più cagare. A terapia non so più cosa dire, tra amici non so più come divertirmi e quindi devo per forza bere per diventare simpatica, odio il saporaccio che ho in bocca perchè non tocco nulla, odio il rumore che fa il mio stomaco. Odio ogni cosa. Anche quei cazzo di anti depressivi.. A cosa servono?? A NULLA, cazzo!
Datemi una mano, per favore.
Questo è il mio blog, questa è la mia richiesta d'aiuto.